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Calvisano, località Santi.Tipologia delle sepolture
 
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  Necropoli longobarda di Santi Sopra - Vai alla scheda Necropoli longobarda di Santi Sopra  
       
 
Anno 1988-89

CALVISANO (BS) Località Santi


Necropoli longobarda

Il luogo del ritrovamento, situato in aperta campagna a km 5 ca. a N di Calvisano, occupa una leggerissima depressione al centro di una zona caratterizzata da lotti allungati in senso NE-SW acclivi, secondo lo stesso orientamento, da un massimo di m 81,9 a un minimo di m 80,7 s.l.m.
Questa situazione altimetrica sta tuttavia subendo negli ultimi tempi profonde trasformazioni conseguenti ad incontrollati livellamenti delle superfici agrarie cui si accompagnano normalmente estesissime operazioni di cava delle sottostanti ghiaie alluvionali per l'approvvigionamento di inerti destinati all'edilizia.
Appunto nel corso di uno di questi sbancamenti ,che ha interessato una area di oltre mq 16000 ,veniva distrutto un imprecisato numero di sepolture che dovevano probabilmente trovarsi da m 0,50 a m 1 sotto il p.d.c.
L'intervento dell'ispettore onorario di zona e del locale gruppo archeologico evitava la distruzione della parte residua della necropoli della quale lo scavo aveva peraltro già raggiunto una trentina di tombe , danneggiandole tuttavia in modo non grave.
A fronte dell'alto numero di sepolture individuate la modestia delle risorse disponibili ha imposto una strategia di emergenza che semplificando lo scavo delle inumazioni ha privilegiato la documentazione delle caratteristiche tecnologiche, tipologiche e distributive delle tombe.

Caratteristiche generali della necropoli

Lo scorticamento del terreno di coltivo, eseguito con mezzo meccanico sulla parte del fondo risparmiata dalla cava, ha individuato 87 sepolture tutte orientate E-W e distribuite in modo non omogeneo su un'area approssimativamente rettangolare di mq 1600 ca. i cui lati E e S corrispondevano ai limiti originari della necropoli, mentre i lati W e N coincidevano rispettivamente con il confine occidentale del campo e con il fronte di cava.
L'affioramento in superficie di numerosi frammenti laterizi nell'appezzamento adiacente a W (già livellato nel 1988) e la presenza di altri laterizi e lastre di pietra nel terreno di risulta della zona già sbancata lasciavano intuire che la necropoli doveva estendersi per buon tratto verso N e W fino a coprire una superficie complessiva di mq 4200 circa., quasi tripla quindi rispetto alla parte residua.
Supponendo per tutta quest'area una densità di sepolture pari a quella riscontrata nella zona conservata ne discende che la popolazione dell'intera necropoli dovrebbe aver superato le 200 unità.
La perdita di tanta parte della necropoli ha inficiato gravemente la comprensione della topografia della porzione residua che era caratterizzata da una distribuzione delle sepolture in gruppi di diversa consistenza numerica, la cui discriminazione è in molti casi tutt'altro che certa. E' stato comunque possibile riconoscere almeno due gruppi maggiori (A, B) distinguibili per essere separati da un'ampia zona semi vuota e per l'infittimento, relativamente ordinato, di numerose tombe entro una superficie ristretta.
Mentre il gruppo A (25 tombe) era integro, poiché coincideva ad E e S con i limiti naturali della necropoli, il gruppo B (19 tombe) era stato intaccato in misura non quantificabile sul versante N della cava. Più difficilmente riconoscibili i gruppi minori, alcuni dei quali sembravano formati da sole due o tre sepolture.
Ne sono stati individuati dieci (C, D, E, F, G, H, I, L, M, N); i più consistenti di essi (C, E, F) si susseguivano con un certo ordine secondo un allineamento N-S corrispondente al limite orientale della necropoli, i rimanenti erano invece distribuiti fra i due gruppi maggiori e a W di questi. Alcuni di essi inoltre (I, L, M, N) data la vicinanza ai limiti dello sbancamento e al confine occidentale del fondo, potrebbero in realtà essere il residuo di concentramenti originariamente più numerosi.
La distribuzione delle sepolture sembra comunque indicare una articolazione polifocale della necropoli; si spiegherebbero difficilmente altrimenti gli ampi spazi vuoti esistenti fra gruppi di tombe talvolta fittamente concentrate.
L'assenza di casi di sovrapposizione anche fra le tombe dei gruppi più affollati suggerisce infine che tutte le sepolture dovevano essere ben segnalate in superficie da tumuli o da segnacoli distintivi.

Morfologia delle sepolture

Sono state riconosciute cinque forme diverse di loculo:
1 - Trapezoidale: 26 tombe (37%).
2 - Subrettangolare: 23 tombe (33%)
3 - Rettangolare: 6 tombe (9%).
4 - Antropoide: 12 tombe (17%).
5 - Ovoide: 3 tombe (4%).
I tipi 1, 2, 4 presentano a loro volta una variante costituita dall'arrotondamento di una o di entrambe le testate riscontrata su 47 tombe (72% su un totale di 65 tombe); la soluzione più diffusa è l'arrotondamento della testata E (29 tombe).
La profondità del loculo nelle sepolture di adulti o adolescenti che conservavano intero il muro perimetrale varia da cm 33 a 50, mentre la larghezza, rilevata all'altezza delle spalle, misurava da cm 40 a 62.
 Sono stati rilevati solo due casi di tombe bisome (Tt.17,19) e uno di tomba gemina (Tt. 36,44).
 La distribuzione dei diversi tipi, come già detto, non appare significativa. Tuttavia, mentre i tipi 1, 3, 4, 5 avevano diffusione omogenea, il tipo 2 si concentrava prevalentemente nel gruppo A (12 tombe su 23).

Tecniche e materiali costruttivi

Tutte le sepolture, indipendentemente dalle caratteristiche morfologiche, dalle dimensioni, dal tipo di materiale costruttivo impiegato e dalla ubicazione in seno ai diversi gruppi, apparivano realizzate con notevole cura, tanto da far pensare all'opera di inumatori o comunque muratori professionali, sia per l'oculata scelta dei materiali utilizzati nelle diverse parti delle tombe, sia per l'attenzione posta alla composizione di elementi il più delle volte di forma irregolare.
I muri perimetrali delle strutture costruiti in ciottoli (6 tombe), in frammenti di embrici (20 tombe) o in opera mista (61 tombe), presentavano corsi abbastanza regolari legati invariabilmente da argilla bruno-rossiccia molto plastica.
Largamente minoritario l'impiego di frammenti di sesquipedali, di coppi frammentati, di sfaldature e lastre di medolo. Queste ultime, come pure gli altrettanto rari embrici e sesquipedali integri, erano utilizzate soltanto alle testate e prevalentemente dalla parte del capo.
Una sola tomba infantile (T. 56) era formata unicamente da embrici interi o regolarmente resecati.
Mentre le sepolture in ciottoli mostravano una dislocazione abbastanza omogenea, quelle in soli laterizi mancavano assolutamente nel settore orientale (gruppi C, E, F), quelle in opera mista erano invece distribuite in modo abbastanza uniforme salvo una sensibile prevalenza nel gruppo A.
I rivestimenti del fondo delle tombe presentavano anch'essi una tipologia variata: nella maggior parte dei casi erano costituiti da frammenti di embrici ben connessi legati da argilla (47 tombe); 17 tombe erano pavimentate in embrici o sesquipedali integri o resecati, accuratamente adattati al profilo del loculo; in 19 tombe infine il fondo era semplicemente costituito dal terreno naturale regolarmente livellato e compresso.
Fra le tombe pavimentate in laterizio 36 mostravano una sensibile risalita del fondo verso l'estremità W e 3 di esse (Tt. 69, 77, 78) presentavano anche un cuscino cefalico, che ricorreva peraltro anche in una tomba con fondo in nuda terra (T. 14).
In 12 tombe infine, pavimentate in frammenti laterizi, si è rilevata la presenza di embrici e sesquipedali nel luogo del capo.
La distribuzione di questi tipi pavimentali appare abbastanza omogenea; degno di nota è il fatto che 5 delle 6 tombe con muro perimetrale in soli ciottoli (Tt. 25, 34, 46, 73, 82) avessero il fondo in nuda terra.
L'asportazione totale delle coperture di tutte le tombe, avvenuta probabilmente ancora in antico per cause non chiarite (depredazione dei corredi, recupero di materiali da costruzione?) non consente di stabilire con certezza se le sepolture avessero copertura piana o alla cappuccina.
La presenza in 17 tombe di un rincalzo perimetrale arretrato di cm 10-15 dal bordo del loculo fa supporre che almeno parte delle sepolture fosse coperta da embrici disposti a capanna.

Inumazioni

Solo 32 sepolture (37%) conservavano avanzi degli inumati, peraltro ridotti a modesti frammenti del cranio e delle ossa lunghe inferiori e superiori, risparmiati dalla consunzione dovuta all'acidità del terreno.
Essendo quindi impossibile ogni valutazione di tipo antropologico sulla scorta dei resti scheletrici si è tentato, sia pure in modo rudimentale ed arbitrario, di discriminare almeno a grandi linee le classi di età degli inumati in base alla misura dei loculi calcolabile su 71 tombe.
Tarando di - cm 10 la lunghezza dei loculi e assumendo. i seguenti parametri:
0-10 anni = < cm 100 (classe I);
11-15 anni = cm 101-155 (classe II, giovani);
>15 – n  anni = > cm 156 (classe 111, adulti e adolescenti).
Si sono ottenuti questi risultati:
classe I: 10 individui (= 14%; statura media cm 80);
classe II: 20 individui (= 28%; statura media cm 141); classe 111: 41 individui (= 58%; statura media cm 176).
Tenendo presente che in quest'ultima classe dovevano essere sicuramente presenti adolescenti e donne la statura media della popolazione adulta della necropoli risulterebbe particolarmente alta (sempre che la taratura applicata alle misure dei loculi non sia insufficiente).
E' invece ovviamente impossibile ogni valutazione riguardo al sesso degli inumati; qualche indizio si ricava tuttavia dai corredi. E' possibile infatti che T. 29, che aveva quale unico oggetto di corredo una fuseruola, sia da identificare con una sepoltura femminile; la misura del loculo, cm 188, induce tuttavia un elemento di dubbio. Sicuramente maschili erano le Tt. 42 e 79 corredate di scramasax e analogamente, per il tipo delle guarnizioni di cintura, anche le Tt. 12, 14, 37, 39, 40, 61, 77.
Per quanto concerne le caratteristiche della deposizione l'estrema povertà dei resti ossei ha consentito soltanto di accertare che gli inumati giacevano in posizione supina con il cranio invariabilmente ad W; solo in due casi (Tt. 63, 64) si è potuto rilevare che i defunti portavano le braccia conserte sull'addome.

Corredi

Sono state individuate 28 tombe con corredo (21 % sul numero totale delle sepolture); altri materiali, provenienti da sepolture distrutte dalla cava, sono stati rinvenuti durante la pulizia preliminare dell'area di scavo.
La distribuzione delle tombe con corredo nel contesto generale della necropoli appare abbastanza omogenea, con un sensibile addensamento tuttavia nei due gruppi maggiori A e B, che contano rispettivamente 9 e 8 sepolture con corredo.
Nonostante il metodo semplificato adottato nello scavo delle inumazioni si ritiene molto improbabile che qualche oggetto sia potuto sfuggire all'attenzione degli scavatori, dato che la maggior parte degli elementi di corredo giaceva ben visibile sul fondo delle tombe anche perché tutto il terreno di risulta di ogni sepoltura è stato vagliato manualmente con l'aiuto di metal detectors.
Mentre gli oggetti in bronzo presentavano generalmente un ottimo stato di conservazione, molto più varie erano le condizioni di quelli in ferro.
I corredi erano composti, in varia combinazione, di armi in ferro e di guarnizioni di cintura in ferro o in bronzo. In 8 sepolture (= 30%) il corredo era costituito unicamente da coltelli in ferro, altre 8 presentavano solo guarnizioni (5 in bronzo, 2 in ferro, 1 mista), 11 tombe ( = 40%) contenevano sia armi che guarnizioni. Assai rari invece gli oggetti non direttamente connessi alle armi o alle cinture e del tutto assenti i manufatti in osso e le ceramiche, salvo che per il caso isolato di T. 29 il cui corredo era costituito da un unica fuseruola biconica in impasto semidepurato.
Le armi, collocate in varie posizioni ma sempre nella zona compresa fra il bacino e le spalle del defunto e prevalentemente con la punta rivolta a W, erano rappresentate da 2 scramasax e da 18 coltelli.
Gli scramasax, che misuravano cm 59,5 e cm 42 avevano entrambi lama a un taglio e dorso ispessito e appiattito; l'esemplare di T. 42 presentava sulle facce della lama, una coppia di scanalature per lo scorrimento del sangue. I coltelli, di lunghezza variabile da cm 15 a 18,7, erano presenti in due versioni, con lama a uno e due tagli, alcuni esemplari del primo tipo avevano il dorso angolato in prossimità della punta.
Sono stati rinvenuti 19 complessi di guarnizioni riferibili a cinture e probabilmente a tracolle per la sospensione degli scramasax; 10 complessi erano costituiti da finimenti in bronzo, 7 da finimenti in ferro, 2 erano misti.
Le guarnizioni in bronzo comprendevano: fibbie a placca mobile, fibbiette a placca fissa a scudetto, controplacche di fibbia, placchette di sagoma triangolare, trapezoidale e a 8, borchie troncoconiche e coniche, linguette a becco d'anatra di varia misura, anelli di sospensione per fodero di scramasax. Meno ricco il repertorio delle guarnizioni in ferro: fibbie a placca fissa con anello ovale o rettangolare, fibbie a placca mobile con anello ovale, controplacche di fibbia, placchette, linguette di cintura, due delle quali ageminate.
Mentre nella maggior parte delle sepolture la distribuzione degli elementi di guarnizione lasciava intuire in modo piuttosto generico la disposizione dei sostegni di cuoio sul corpo dell'inumato (generalmente in prossimità del bacino o delle cosce), in tre tombe il concentramento delle guarnizioni accanto all'omero sinistro e a ridosso dello scramasax o del coltello rivelava chiaramente che le cinture erano state avvolte o per lo meno deposte accanto alle armi.
Le caratteristiche formali dei corredi e in particolare delle guarnizioni consentono di datare la necropoli, che è la quarta d'età altomedievale rinvenuta nel territorio di Calvisano, tra la fine del VI° e il VII° secolo.
ANDREA BREDA 

Allo scavo eseguito dalla C.A.L. hanno partecipato i gruppi archeologici di Ghedi, Montichiari e Remedello.


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